In questo torrido agosto, noi del tibur ecotrail ne approfittiamo per allenarci sui freschi sentieri del marsia fast trail , del Velino Sirente e di Rocca Calascio.

Correndo abbiamo notato che quando i sentieri trial non vengono più utilizzati per le gare sono di nuovo ricoperti dalla vegetazione e spesso inaccessibili e molti sono stati addirittura deviati dalla loro naturale direzione che in genere è segnata   sulle carte sentieristiche.  

Anche durante le nostre emozionantissime scalate sul monte velino incontriamo spesso escursionisti last minute in difficolta che chiedono informazioni sul sentiero o sulle difficolta e la pericolosità del percorso che stanno affrontando.

Da qui mi vengono in mente molte considerazioni soprattutto sulla lealtà e umanità degli atleti di trail dopo gli ultimi fatti che hanno visto protagonisti affermati e stimati campioni, come Stefano Corrado campione soprattutto di umanità, che durante un suo allenamento in preparazione del tour de Gian, in una delle parti più impervie e pericolose dei monti lucretili, ritrovava un  uomo disperso da due giorni, dove le ricerche del soccorso alpino non erano riusciti a rintracciarlo .

Come pure il campionissimo Alex Tucci, che con un atto d’ amore verso la sua terra d’Abruzzo riesce nell’ impresa di collegare con una corsa trail il mare alla montagna. Una corsa capace di suscitare tanto entusiasmo tra i suoi concittadini. “Mare Amaro” un percorso di 60 km percorsi in 7 ore e 8 minuti da Fossacesia marina sul livello del mare fino alla vetta del monte amaro.

Penso al buon Massimo Guidobaldi grande organizzatore ed esperto di trail running dove qualche settimana fa annunciava l’annullamento del urban trail di cesano.

Penso anche agli amici della podistica solidarietà capitanati dal grande Fabrizio de Angelis che tra tante difficolta ha fortemente voluto organizzare un trail contro le macerie del terremoto in un percorso tra amatrice e Campotosto.

Penso anche al grande progetto realizzato sul Terminillo al rifugio Massimo Rinaldi a 2018 mt da Emanuele Ludovisi ultra campione del trail running.

Questi esempi mi hanno portato in questi giorni a fare delle considerazioni: il trail running merita più rispetto, più considerazione da parte di tutti quanti. Merita le stesse attenzioni che vengono riservate a discipline sicuramente più invasive per la natura come la caccia. Merita attenzione e considerazione da parte di tutte le istituzioni nazionali regionali e soprattutto locali.

Cari sindaci, assessori responsabili di protezione civile presidenti dei circoli CAI quando sul vostro territorio avete la fortuna di imbattervi con qualche organizzatore, qualche associazione che mette a disposizione il loro tempo gratuitamente per organizzare una gara trail e vi contattano per chiedere sostegno assistenza e qualche piccolo contributo, accoglieteli con entusiasmo e coinvolgimento, perché nel trail running le gare non sono semplici eventi sportivi , ma soprattutto sono un modo semplice ed economico per conservare curare e promuovere il vostro territorio le vostre tradizioni, un modo genuino per avvicinare la gente alla montagna ed insegnargli a rispettarla. Uno sport in grado di riqualificare il patrimonio ambientale spesso deturpato abbandonato a sé stesso. Ogni sentiero che viene coinvolto dal passaggio di una gara trail è un sentiero curato e sicuro, mantenuto percorribile per tutta la comunità. Ogni gara trail che non viene disputata è una opportunità persa per migliorare la conservazione del patrimonio ambientale e boschivo. Queste considerazioni mi portano a fare una proposta rivolta a tutti gli organizzatori, associazioni, uomini e donne dallo spirito trail: dobbiamo mettere da parte i nostri egoismi e rivalità per istituire una carta di intenti per pretendere ad ogni livello istituzionale ed ogni regione la giusta considerazione che merita uno sport in grado di immergersi nella natura rispettandola e valorizzandola. Tutto il movimento trail deve pretendere più diritti per sé stesso e i suoi associati.

Massimiliano Rossini


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